Aggreghiamo un po’ di notizie…

berluLa prima “Berlusconi: Chi è stato licenziato si trovi qualcosa da fare“, direi illuminante già nel titolo, ed ulteriore riconferma, se ancora ce ne fosse bisogno, di come il suo ottimismo di facciata sia distante dalla realtà in cui annaspa il popolo, noi comuni mortali senza mausolei in villa. Ricorda un po’ la speranza data a quella ragazza disoccupata a cui Lui in campagna elettorale aveva detto che così giovane, graziosa e con un così bel sorriso, sicuramente un miliardario da sposare l’avrebbe trovato…

La seconda “Firmato l’accordo sui Tremonti-bond. Marcegaglia: Banche senza più alibi” in cui, aldilà delle solite parole, viene confermato che ora le banche avranno in cassa “oltre 150 miliardi” di nuovo denaro. Perfetto!

Infine la terza “In Europa scatta la caccia ai manager“, articolo in cui si narra “l’inattesa rivolta globale” che ha visto dei “vandali” danneggiare la lussuosa residenza di Sir Fred Goodwin, ex a.d. di Royal Bank of Scotland uscito dopo aver fatto grossi danni con un bonus da 800 mila Euro, e in cui si registra il sequestro di Luc Rousselet, dirigente della 3M di Pithiviers da parte dei dipendenti, cosa già accaduta qualche giorno prima ad un importante manager di Sony France.

Ora, volendo trovare un nesso fra queste tre notizie, si sarebbe tentati di proporre a chi si è trovato o si troverà a breve senza lavoro di dar retta a Silvio, essere creativo e imprenditoriale. Fate gruppo, magari per settore di provenienza, e fare un salto in banca! Ore le banche i soldi li hanno! E vuoi che facendo un bel sorriso non siano disposti a darvi un contributo? Se poi vi avanza del tempo che non sapete proprio come investire, beh… rimane sempre la “caccia al manager”, sport “estremo” a cui in molti prospettano un grande futuro (pare che Ecclestone sia interessato a mettere in piedi un campionato del mondo… tanto la F1 quest’anno perderà sicuramente ascolti).

Parafrasando i Faithless… Inaction is weapon of mass distruction!

Scanner low-cost per diapositive a confronto

Quante migliaia di diapositive hai nell’armadio? Hai mai pensato di convertirle in digitale?

Lavoraccio , certo, ma i bit non sbiadiscono, e questo di permette di salvare i tuoi ricordi dall’invecchiamento inevitabile della pellicola ed avere immagini con colori sempre brillanti.
E poi non dimenticare che le tue dia convertite in digitale andranno a completare la tua galleria di immagini digitali, che sicuramente tieni curata ed ordinata su PC, su DVD e in rete.

Certo, nascono altri problemi di invecchiamento, legati ai supporti usati per le nostre immagini digitali, ma nel tempo abbiamo già fatto diverse conversioni, in modo abbastanza indolore, se fatte per tempo… dai floppy ai CD, dai CD ai DVD…

Ma quale scanner usare? Senza dimenticare che una volta terminato il lavoro, non ne avremo di fatto mai più bisogno…

I migliori scanner per diapositive, quelli professionali per intenderci, possono costare anche qualche migliaia di Euro.  Per la maggior parte di noi “foto-amatori-convertiti-al-digitale” assolutamente inavvicinabili. Se avete un amico che ne possiede uno, cercate di farvelo prestare e avrete risolto il vostro problema! 😉

Viceversa, meglio dare un’occhiata a cosa offre il mercato degli scanner piani con la possibilità di leggere anche le dia (e i negativi).

Oggi ne esistono diversi di buona qualità (fino a 4800 dpi) , in grado di “lavorare” anche più diapositive alla volta, con già integrate funzionalità di riconoscimento del tipo di supporto (fotografie su carta, negativi 24×36, diapositive) e di correzione automatica dell’immagine.
Il tutto a prezzi decisamente più abbordabili che partono intorno ai 100 Euro. Da non trascurare il fatto che poi uno scanner di questo tipo continuerete ad usarlo per altri scopi.

Io ho avuto modo di usare due “vecchi” scanner con la capacità di acquisire anche diapositive con cui ho ottenuto risultati decisamente diversi.

Il primo, un HP Scanjet 3570c, ha nel coperchio (ovviamente dotato di illuminazione) uno spazio per inserire due diapositive. Si è dimostrato piuttosto scarso, sia in termini di qualità dell’immagine acquisita al massimo di risoluzione possibile che di funzionalità a supporto dell’elaborazione della (singola) immagine generata.

Risultati decisamente più positivi li ho ottenuti con un poco più recente Epson Perfection 2450 Photo.
Nitidezza dell’immagine decisamente migliore, capacità di leggere fino a quattro diapositive alla volta, maggiore facilità e velocità d’uso. Il software a corredo dello scanner si preoccupa poi di fornire direttamente quattro immagini separate e con un’ottimo e fedele bilanciamento dei colori, richiedendo quindi un lavoro minimo di fotoritocco con applicazioni tipo Photoshop.

Qui sotto vi mostro un immagine di esempio a confronto, acquisita con i due scanner.

hp-0


A sinistra l’immagine acquisita con lo scanner HP Scanjet 3570c, che ha richiesto comunque un lavoro non trascurabile di fotoritocco per sistemare bilanciamento del colore, saturazione e contrasto, mentre a destra la stessa immagine acquisita con l’Epson Perfection 2450 Photo, così come è stata prodotta, senza nessuna manipolazione di fotoritocco.

Per farvi meglio apprezzare la differenza, stesso confronto fra due particolari dell’immagine, sempre con HP a sinistra ed Epson a destra.

hp-1-sepson-1-s

hp-2-sepson-2-s



Qui sotto invece l’immagine “tirata” a 1024 pixel e composta con fasce della stessa immagine prese con i due scanner.

test-hp-epson

 

Anche se non ho avuto modo di testarli, credo che gli scanner attualmente disponibili sul mercato garantiscano qualità, prestazioni e facilità d’uso che rispondono pienamente alle esigenze di conversione in digitale di diapositive 24×36.

Varrebbe la pena provare l’Epson Perfection V300 Photo, dal costo di poco superiore ai 100 Euro e l’HP Scanjet G4010 Photo, con prezzo intorno ai 150 Euro, che rappresentano lo stato dell’arte in materia, con un rapporto prezzo/qualità decisamente notevole.

In generale, il mio consiglio è quello di prestare attenzione a tre parametri fondamentali:

  • quante dia alla volta vengono acquisite: meglio 4 o più direttamente appoggiandole sul piano in un telaio di supporto che 1 o 2 da inserire in guide nel coperchio;
  • la risoluzione massima: 4800×9600 dpi è più che sufficiente per la maggior parte delle necessità
  • il software a corredo: che sia in grado di riconoscere e separare le dia in più file e che svolga già in automatico le operazioni di correzione di base dell’immagine, quali bilanciamento del colore,  saturazione, contrasto; tanto meglio se integra altre funzionalità evolute quali per esempio ripulitura delle immagini da segni di peli, polvere e graffi, riduzione del rumore (effetto “grana”), deretinatura ed eliminazione dell’effetto red-eye.

Anche se oggi tutti pongono la velocità di scansione fra i parametri fondamentali, credo che questo sia un fattore molto meno importante dei tre indicati e si potrebbe dire che serve ed è sufficiente una “velocità adeguata“. In fondo convertire in digitale il nostro archivio di diapositive è un’hobby e credo si possa anche mettere in conto di portare a termine l’operazione senza stress da urgenza. 😉

Brutta fine per la Tigra

Brutta fine per la Opel Tigra con cui ho fatto tanti chilometri e che poi ho passato a Marco.

La sua sfortuna è stata quella di transitare in un incrocio quando un demente non ha rispettato lo stop.

Per fortuna Marco non si è fatto nulla, ma la macchina è poi stata giudicata non riparabile e quindi rottamata.